Tanzania, l’Africa dei sogni

Uno zoo straordinario, dove noi siamo le attrazioni in gabbie semoventi modello Land Cruiser, mentre  i padroni di casa sono loro, gli animali della savana.

Tanzania, l’Africa dei sogni; animali feroci, ambientazioni da cartolina, mandrie di erbivori che migrano. Gli incontri, che siano con bestie difficili da vedere come leoni o ghepardi, ma anche con giraffe, elefanti, ippopotami, coccodrilli o semplici mandrie di gnu, zebre o antilopi e gazzelle, sono sempre una emozione straordinaria. I paesaggi poi, con le acacie ad ombrello al tramonto, e le notti nei lodge tendati, dove si capisce che la vita non si ferma mai, dormono gli animali diurni mentre si danno da fare quelli notturni, e i rumori si sentono, eccome. Non è una vacanza economica, ma ne vale certamente la pena.

8 giorni, 4 partecipanti

Costo a partecipante 2700 Euro tutto compreso

Soggiorno in Tanzania 2400 $ (2050 Euro) tutto compreso (pensione completa, noleggio fuoristrada e guida, ingresso ai parchi)

Visto di ingresso 50 $

Volo: abbiamo scelto il volo Ethiopian Airlines Roma-Addis Ababa-Kilimanjaro, a 620 Euro a testa

Notizie Utili

Salute: le vaccinazioni al momento non sono obbligatorie, potrebbe diventarlo a breve quella contro la febbre gialla.

Visti: non sono richiesti visti particolari per soggiorni brevi; si compila un modulo per l’immigrazione all’arrivo in aeroporto, pagando in contanti 50 dollari a testa

Documenti: necessario il passaporto

Moneta: la moneta ufficiale è lo Scellino Tanzaniano, al momento attuale 1 Euro vale 2650 Scellini. Meglio avere valuta locale, per gli acquisti nelle bancarelle o presso i villaggi Masai, mentre negli hotel e nei negozi si possono usare dollari o euro, o la carta di credito con una maggiorazione del 5%. Le mance in dollari di piccolo taglio o moneta locale sono ben accette.

Fuso orario: la Tanzania ha GMT +3, quindi 1 ora in più rispetto all’Italia con l’ora legale.

Religione: non ci sono dati certi, ma si stima che 2/3 della popolazione sia cristiana, 1/3 musulmana, prevalentemente a Zanzibar e nella zona della capitale Dar es Salaam

Elettricità: le prese sono le inglesi, quindi è necessario un adattatore (nei resort abbiamo trovato spesso ciabatte con prese europee e inglesi).

Diario di viaggio

Giovedì 19/7      Abbiamo il volo alle 23.55 da Roma Fiumicino; avremmo potuto partire da Malpensa, ma abbiamo scelto lo scalo romano, programmando una sosta a Montefiascone, dove abbiamo pranzato in una ottima osteria con veranda vista lago, e fatto una “siesta” sul lago di Bolsena. Poi tappa a Ladispoli per una birretta sul lungomare, prima di entrare nel parcheggio dell’aeroporto. Partenza in perfetto orario.

Venerdì 20/7     Scalo ad Addis Abeba e ripartenza verso Arusha (Tanzania) aeroporto Kilimanjaro. All’arrivo, ci attende l’autista che ci accompagna all’ Ilboru Lodge, ad 1 ora di macchina. Cominciamo a prendere confidenza con questa terra, guardando la vita che scorre ai lati della strada. Arrivati al lodge, molto carino, prese le camere usciamo per una passeggiata nei dintorni; la gente è molto socievole, e gli studenti in divisa, all’uscita da scuola, ci salutano come fossimo delle attrazioni. Rientriamo al lodge, cena buona, le camere sono spaziose e pulite, dormiamo a sasso (dopo una notte in aereo…).

Sabato 21/7        Alle 8 appuntamento con la nostra guida, che resterà con noi per tutto il tempo; si chiama Daniel, parla ottimamente in italiano in quanto ha vissuto a lungo a Roma, e fa l’accompagnatore di viaggi da tanti anni. Dopo un breve briefing, carichiamo i bagagli sul Land Cruiser e partiamo verso il primo parco, il Lago Manyara. Appena entrati, scoperchiamo il fuoristrada per favorire avvistamenti e fotografie, e partiamo tra i sentieri del parco alla ricerca di fauna. Gli incontri con gli animali, che siano elefanti, zebre, giraffe, manguste, bufali o altro, è sempre una emozione, e le macchine fotografiche sono messe a dura prova. Usciamo dal parco nel pomeriggio, e raggiungiamo il Ngorongoro Forest Tented Lodge, che come dice il nome è tendato, proprio sul bordo dell’omonimo parco. A cena facciamo conoscenza con il pesce Tilapia, pesce del Nilo e del lago Vittoria, ben cucinato. Nel Lodge, da sottolineare una vasca Jacuzzi con acqua riscaldata sul belvedere che dà sulla scarpata sottostante.

Domenica 22/7 Oggi si entra nel cratere del Ngorongoro; sbrigate da Daniel le formalità per accedere al parco, saliamo fino al bordo del cratere, ma siamo in quota e purtroppo le nuvole ci impediscono una buona visuale del fondo del cratere. Appena iniziamo a scendere, si comincia a vedere con chiarezza questa meraviglia della natura, patrimonio Unesco; un Eden di 20 km circa di diametro circondato dalle pareti del vulcano, in cui vivono e combattono per sopravvivere tutti gli animali protagonisti dei migliori documentari sull’Africa. Qui gli avvistamenti si sprecano, e vorremmo che questa meraviglia non finisse mai, ma lo spostamento previsto verso la prossima meta ci fa lasciare il parco nel pomeriggio. Daniel propone una strada alternativa, sempre all’interno dell’area di conservazione dello Ngorongoro, e anche qui gli avvistamenti non mancano, ma la chicca giunge inaspettata; nelle conversazioni con la nostra guida, abbiamo chiaramente espresso come non ci piacciano le cose artefatte, realizzate apposta per i turisti, mentre apprezziamo molto la genuinità nella sua semplicità. Essendo Daniel appartenente alla tribù Masai, si ferma ai lati della strada, parla con un Masai armato di lancia che sta pascolando il bestiame, e dopo poco ritorna dicendoci che, a fronte di una piccola cifra in Scellini, il capo-villaggio ci autorizza a visitare le abitazioni e a fare tutte le foto che vogliamo; le due mogli del Masai e i loro figli, dopo una piccola diffidenza iniziale, si concedono volentieri e scattiamo foto straordinarie; inoltre, acquistiamo gioielli e collane fatte dalle donne, e che addirittura indossano. Siamo entusiasmati dall’esperienza, possibile solo grazie al fatto che Daniel appartiene alla stessa etnia, ed è riuscito a conquistare la fiducia dell’uomo.  Arriviamo al Ndutu Safari Lodge al tramonto; la struttura è nel parco, non è recintata, ed i guardiani ci accompagnano, e questo accadrà sempre nei nostri spostamenti, per impedire incontri pericolosi. Cena memorabile all’aperto a lume di candela, e dopo cena, intorno al fuoco (già, non l’abbiamo detto, ma fa freddo la sera, qui anche se siamo all’equatore è inverno e siamo in altura), mentre chiacchieriamo spunta una allegra famigliola di Dik Dik, antilopi in miniatura che corrono e saltano intorno a noi.

Lunedì 23/7        Usciamo dal Ngorongoro, direzione parco del Serengeti. Poco prima di arrivare all’ingresso del parco, nella savana intorno a noi scorgiamo una sagoma che esce dalla bassa vegetazione; è un ghepardo, che sta studiando i movimenti di un gruppo di antilopi. Ci fermiamo, e tra foto e video passiamo una buona mezzora che vola, visto l’interessante incontro. Quando poi il felino comincia la caccia, viene la pelle d’oca. Un animale progettato per correre in queste pianure a velocità che sfiorano i 120 km/h è uno spettacolo indimenticabile. Vorremmo continuare a seguire le sue imprese, ma la tabella di marcia ci dice che dobbiamo entrare al Serengeti, e così facciamo. Serengeti, nella lingua Swahili significa “pianura senza fine” ed effettivamente questo mare d’erba, intervallato da qualche acacia qua e là, sembra infinito. Anche qui avvistamenti a non finire, oltre alle solite incredibili mandrie, a fine giornata contiamo almeno 25 leoni visti, non male. Nel pomeriggio, lasciamo la zona centrale del parco per dirigerci verso la parte occidentale; arriviamo al Mbalageti Tented Lodge, dove staremo per 2 notti, dopo aver litigato nella parte finale del trasferimento con le mosche tze-tze. Il resort è splendido, su una collina, con le casette tendate molto eleganti. Nel briefing ci viene detto che tutti gli spostamenti all’interno del lodge devono essere accompagnati dalla “security”, un Masai armato di lancia e torcia, in quanto nel giardino, aperto e non recintato, si può incontrare di tutto. Se ci si sposta dalla reception al ristorante o alla piscina, si viene accompagnati, come anche per andare a dormire. Cena buona, con servizio del cameriere personalizzato. Durante la notte però, poco prima di spegnere le luci, vediamo un enorme insetto scendere sulla parete, e cominciare a correre per la stanza; il pavimento in legno ne amplifica i suoni, ed è velocissimo; dopo un paio di tentativi di trovarlo, armati di torcia e ciabatta, capiamo che non lo troveremo mai, quindi ci chiudiamo la zanzariera del letto e andiamo a dormire.

Martedì 24/7     La parte occidentale del parco nella quale ci troviamo si trova a soli 35 km dal Lago Vittoria, ed è caratterizzata da corsi d’acqua; qui incontriamo tantissimi ippopotami, oltre che i giganteschi coccodrilli africani, oltre a enormi mandrie di gnu, zebre e antilopi, un po’ in ritardo nella migrazione verso nord. Rientrati al lodge, veniamo informati che ci sarà cambiata camera, in quanto per stanare l’insetto-mostro è necessario l’intervento di un “ghostbuster”, un addetto con bombole e lancia che dovrà affumicare la stanza per scovarlo. Il direttore del Lodge, per scusarsi dell’inconveniente, ci offre a cena una bottiglia di vino sudafricano niente male. Non ci resta che trastullarci in piscina, e dal bordo osservare nella vallata sottostante gli spostamenti degli animali.

Mercoledì 25/7 Oggi sveglia alle 5.30; dobbiamo essere al cancello di uscita del parco entro le 10, ed il viaggio è piuttosto lungo. Gli addetti alla sicurezza, puntualissimi, ci aspettano nella veranda della tenda per scortarci e portare i bagagli. Nel tragitto al buio fino alla reception, i Masai della scorta illuminano decine di antilopi che stanno banchettando nel parco erboso del lodge. Nel viaggio verso l’uscita del parco, facciamo ancora interessanti incontri; un raro istrice, una leonessa con i cuccioli che sta cominciando a banchettare con uno gnu appena abbattuto a lato della strada, e così via. Usciamo in perfetto orario, attraversiamo di nuovo il bordo del cratere del Ngorongoro e arriviamo a Karatu. In pieno stile Daniel, ci fermiamo al mercato locale, che brulica di gente del posto. Il mercato è coloratissimo, e non è solo un luogo di scambi commerciali, ma un vero punto di ritrovo per parlare; qui c’è di tutto, abiti e scarpe nuove e usate, frutta e verdura, pesci essiccati, bestiame, e normalmente tutto è appoggiato alla rinfusa su un telo steso per terra. Arriviamo al Lodge, Eileen’s Trees Inn, molto carino, immerso nella vegetazione. Cena a buffet buona.

Giovedì 26/7      Partenza per l’ultimo parco del programma, il Tarangire; il parco è ricco di vegetazione, come il lago Manyara, e qui i baobab sono una vera e propria attrazione. Anche qui le emozioni non mancano; seguiamo una famiglia allargata di elefanti, con pachidermi adulti e baby, che attraversano la strada proprio davanti a noi; si fermano a banchettare defogliando alcuni alberi proprio di fianco al nostro fuoristrada, e ne approfittiamo anche noi per consumare il pranzo al sacco con loro tutto intorno. Avvistiamo alcune deliziose giraffe, e una coppia di leoni, maschio e femmina, in posa plastica. Usciti dal parco, ci dirigiamo verso Arusha, all’Ambureni Coffee Lodge. Coffee perché il lodge si trova su una collinetta, circondato da piantagioni di caffe: in giornate terse è possibile vedere il Kilimanjaro dalla piscina dell’hotel, ma oggi le nuvole impediscono la visuale. Cena buona.

Venerdì 27/7     Abbiamo una mattinata dedicata allo shopping; Daniel ci accompagna prima ad un mercato locale, dove le donne Masai e della tribù Arusha preparano gioielli e altri articoli di artigianato locale; ovviamente le trattive sono estenuanti, ma alla fine di solito si chiude l’affare ad una cifra inferiore ad 1/3 della richiesta iniziale. Ci spostiamo poi al Cultural Heritage, esposizione-museo di artigianato locale veramente molto interessante, con sculture in ebano, dove si può assistere al lavoro degli artisti dal vivo. Non può mancare una sosta alla gioielleria specializzata nella Tanzanite, una pietra preziosa che prende questo nome in quanto viene estratta solo in questo stato. Rientriamo al lodge per il pranzo, per poi partire verso l’aeroporto Kilimanjaro. Salutiamo Daniel, guida ed autista veramente eccellente, oltre che persona squisita, e ci imbarchiamo per il volo di ritorno, sempre via Addis Abeba.

Sabato 28/7        Ore 4.30 atterriamo a Fiumicino in perfetto orario; oggi è giornata da bollino rosso sulle autostrade, ma sull’altra corsia, quindi rientro senza problemi.