Perù-Brasile, dalla civiltà Inca alla Samba il passo è breve

Inca, una civiltà straordinaria sviluppatasi ad alta quota (già, i 3800 metri s.l.m. si sono fatti sentire, eccome), che ha lasciato testimonianze fantastiche, dalla mistica e meravigliosa Machu Picchu, ai tanti altri siti archeologici che i “conquistadores” spagnoli non sono riusciti a distruggere. Poi la vita ai 4000 mt del lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo, con la tribù Uros che vive su isole galleggianti costruite con i giunchi che crescono spontanei nell’acqua. Per finire poi il viaggio nella allegra e sorprendente Rio de Janeiro, affascinante e travolgente per il modo di vivere la quotidianità nella concezione  “carioca”. Un viaggio perfetto, per scoprire una parte di sud america a noi sconosciuto.

16 giorni, 4 partecipanti

Costo a partecipante: 3100 Euro

Voli: Bologna-Madrid-Lima con Iberia, Lima-Cusco, Juliaca-Lima e Lima-Rio de Janeiro con Latam, Rio de Janeiro-Londra-Bologna con British.

Organizzazione: Terras des Andes in Perù, fai da te in Brasile

Notizie Utili

Salute; niente da segnalare. In Perù l’alta quota può provocare disagi; alcuni di noi hanno sofferto mal di testa e nausea, meglio procurarsi un farmaco specifico prima di partire, oltre a fare uso in loco di “Mate di Coca” e foglie di coca da masticare.

Visti: non sono richiesti visti in Perù e Brasile, solo un modulo da compilare in aereo prima dell’arrivo.

Documenti: ovviamente il passaporto.

Sicurezza: ovunque si legge di turisti aggrediti e rapinati, sia in Perù che in Brasile; noi abbiamo seguito le più elementari regole di prevenzione e non abbiamo avuto alcun problema. Spostamenti con taxi ufficiali, specialmente di notte, evitando strade secondarie. Abbiamo assistito ad un tentativo di scippo di uno zaino in spiaggia ai danni di un turista molto distratto, prontamente evitato da una signora del posto che ha inveito contro il ladruncolo facendolo desistere.

Moneta: in Perù è il Nuevo Sol (Soles al plurale, simbolo PEN), mentre in Brasile e il Real (Reais al plurale, simbolo R$). Entrambi si cambiano, estate 2019, intorno ai 4 per ogni Euro.

Fuso Orario: In Perù è GMT -5, quindi 7 ore rispetto all’Italia, in Brasile GMT-3, quindi 5 ore rispetto all’Italia

Elettricità: le prese sono quelle americane a 2 lamelle parallele, ma in tutti gli hotel abbiamo trovato prese adattabili alle nostre italiane a 2 poli. Meglio comunque avere un adattatore

Abbigliamento: essendo vicino all’equatore, pensavamo che in Perù sarebbe stato fresco; invece, tra l’altitudine ed il fatto che la nostra estate coincide con il loro inverno, quando il sole se ne andava faceva proprio freddo. In Brasile invece, temperatura perfetta per la spiaggia, di sera poteva servire una felpa leggera.

Diario di Viaggio

Sabato 13 Luglio: partenza con volo Iberia da Bologna per Madrid

Domenica 14 Luglio: Volo Madrid-Lima con Iberia, arrivo nella capitale peruviana alle 5 del mattino, taxi per l’hotel Ibis Larco Miraflores, check in anticipato e andiamo in camera a dormire un poco. Uscita in taxi verso Plaza San Martin, percorriamo la gradevole strada pedonale Jiron de la Union fino alla splendida Plaza des Armas. Assistiamo al cambio della guardia nel palazzo presidenziale, che qui è un vero spettacolo, con banda musicale ed evoluzioni dei soldati che si cimentano in manovre complicate, lanciandosi i fucili con tempismo perfetto. Visitiamo poi il convento e le catacombe di San Francisco, la Cattedrale ed il convento di Santo Domingo. Rientriamo in hotel in tempo per assistere, poco distante, ad una sfilata sul lungomare con figuranti in costume e musica tradizionale, con migliaia di persone ai lati della strada. Raggiungiamo poi il Larcomar, un centro commerciale situato proprio sulla scarpata che sovrasta lo splendido lungomare di Lima, e ceniamo al Mangos, con vista sull’oceano Pacifico niente male, con un ottimo Mango Ceviche , ed il primo Pisco Sour della trasferta, il drink nazionale peruviano.

 

Lunedì 15 Luglio: alle 6.15 l’autista ci raggiunge all’hotel per tornare all’aeroporto di Lima nel già caotico traffico cittadino, e ci imbarchiamo sul volo Latam per Cusco. All’arrivo i 3400 metri di altitudine si sentono tutti, teste che girano e respiro affannoso per sforzi anche piccoli. L’autista ci aspetta all’uscita e ci conduce all’hotel Maytaq Wasin per un riposino di adattamento alla quota. Alle 14 ci incontriamo con la guida, la signora Soledad, che parla un buon italiano. Cominciamo a piedi visitando il convento di Santo Domingo, che contiene al suo interno i resti del Qorikancha, il giardino d’oro e tempio più importante degli Inca. Visitiamo poi la Cattedrale, sempre a due passi di distanza, mentre nel piazzale antistante si svolge una festa con gli studenti locali nei costumi tradizionali con musica e balli. L’autista ci preleva per raggiungere il sito archeologico di Saqsaywaman, che dai sui 3500 mt di altezza offre una bella visuale su Cusco. Per cena, su consiglio della guida andiamo al vicino ristorante Uchu, dove assaggiamo il filetto di Alpaca con salse, patate e verdure, veramente squisito.

 

Martedì 16 Luglio:

Al mattino, incontriamo di nuovo la guida per completare la visita dei siti Inca di Cusco, Tambomachay e Puca Pucara. Raggiungiamo poi Pisaq, nella Valle Sacra, con gli splendidi terrazzamenti e la città ben conservata. Nel ritorno, attraversando il centro del paese sottostante ci imbattiamo in una festa locale, con sfilata di gruppi in costume, e ci intrufoliamo tra la folla per assistere alle danze ed ascoltare la musica dal vivo. Pausa in un forno locale, per uno spuntino rapido con empanadas appena sfornate e succo di mango e passion fruit. Arriviamo poi ad Ollantaytambo, paese molto pittoresco punto di partenza del treno per Aguas Calientes. Pranziamo con zuppa di Quinoa e una verdura locale ripiena con riso, molto buoni, e ci avviamo alla stazione. Arriviamo ad Aguas Calientes verso sera, e ci sistemiamo all’hotel Inti Hatun boutique, proprio di fianco alla fermata del treno. Non abbiamo fame, ma sgranocchiamo qualcosa in compagnia dell’immancabile Pisco Sour prima di andare a nanna.

 

Mercoledì 17 Luglio: ci sono luoghi al mondo che abbiamo sognato da sempre di visitare, ed oggi ne vediamo uno; Machu Picchu. Si parte da Aguas Calientes alle 6, con una discreta fila per salire sugli autobus che fanno la spola tra il paese e l’ingresso del sito patrimonio UNESCO. Noi abbiamo prenotato con 6 mesi di anticipo la possibilità di essere tra i 200 a poter salire sul Waynapicchu, la montagna che si vede nello sfondo di tutte le foto del celebre sito. La salita è diretta, molto ripida, con scalini scavati dagli Inca, ma arrivati in cima la fatica è ripagata dalla meravigliosa vista che si ha di Machu Picchu dall’alto. Considerato una delle nuove sette meraviglie, è un luogo emozionante e mistico, non solo per l’ottimo stato di conservazione degli edifici, ma soprattutto per il contesto perfettamente armonizzato tra vette ripide e verdissime. Una volta scesi, ci incontriamo di nuovo con la nostra guida, che ci illustra gli edifici, la storia ed il ritrovamento di questa meraviglia. A malincuore dobbiamo uscire, di nuovo fila per i bus e rientro ad Aguas Calientes; pranzo di corsa in un ristorante turistico così-così e di corsa alla stazione, perdere la prenotazione sul treno sarebbe un disastro. Arriviamo ad Ollantaytambo e ci sistemiamo all’hotel Sol Natura.

 

Giovedì 18 Luglio: Con la nostra inseparabile guida, cominciamo visitando la fortezza di Ollantaytambo, a due passi dall’hotel. Il sito è molto bello, si sviluppa sul fianco di una montagna ed è caratterizzato dalle solite pietre enormi perfettamente incastrate tra di loro. Da aggiungere, la bellezza del panorama circostante, con la sottostante cittadina e di fronte una montagna sacra dove, nei giorni degli equinozi e dei solstizi, si illuminano gli occhi dell’Inca scolpito nella roccia. Tappa successiva, una sosta in un tradizionale bar Andino per assaggiare la Chicha, birra Inca poco alcolica fatta con mais fermentato, e la Frutillada, ottenuta aggiungendo alla Chicha fragole di bosco; le due bevande sono buone, gustate con patate locali sulle quali mettere una salsa piccante strepitosa. Si prosegue poi per le saline di Maras, dove si raccoglie in vasche all’ aperto l’acqua salata che sgorga abbondantemente dalla montagna. Il complesso è molto fotogenico. Continuiamo poi per il sito archeologico di Moray, con i suoi terrazzamenti concentrici creati dagli Inca  per studiare l’adattamento delle piante ai vari microclimi. Sosta per il pranzo in una specie di agriturismo, con piatti locali a base di quinoa e verdure ripiene. Dopo pranzo, dimostrazione delle donne locali su come vengono prodotti i tessuti usando colori naturali e lana d’Alpaca. Rientrati a Cusco, visitiamo il Museo del Pisco, locale molto caratteristico che offre tapas squisite e, ovviamente, Pisco in tutte le sue forme.

 

Venerdì 19 Luglio: oggi trasferimento verso Puno, porta di accesso per il Lago Titicaca; utilizziamo un bus turistico, che spezza il viaggio con soste in 3 punti di interesse. Primo stop alla chiesa di San Pedro, detta la “Cappella Sistina peruviana”; incredibilmente, il piccolo borgo ospita una chiesa riccamente decorata in stile barocco, con un soffitto che è un vero capolavoro. Seconda sosta al sito archeologico di Raqchi, dove gli imponenti resti del tempio Inca lasciano intuire le dimensioni originali. Pausa pranzo, e si prosegue attraversando il Passo de la Raya, a 4335 mt. Sosta a Pukara, per visitare il museo locale che vanta reperti dei primi segni di di questo insediamento di circa 2000 anni fa. Alle 17, in perfetto orario, arriviamo a Puno, sulle sponde del Lago Titicaca, studiato in geografia nei sussidiari di tanti anni fa. Check in all’hotel Xima, sul lago, e riposino; l’altitudine non scherza. Cena leggera in hotel e a nanna.

 

Sabato 20 Luglio: incontro con la guida locale alle 8 e partenza verso l’imbarcadero che ci porterà, con una barca privata, a visitare il Lago Titicaca. Primo stop su una delle tante isole galleggianti popolate dalla tribù nomade degli Uros, i quali ci presentano i prodotti da loro realizzati e ci illustrano il loro modo di vivere. La peculiarità di queste isole è che non sono vere e proprie isole, ma strati di giunchi che in questa zona del lago crescono numerosi, ancorati al fondo con lunghi pali di legno; infatti, ad ogni passaggio di una barca l’isola si muove, ed è facile immaginare il tasso di umidità che c’è dentro le loro capanne. Si prosegue poi per la penisola di Luquina, dove saremo ospiti di una famiglia locale in una specie di agriturismo rurale. Ci accoglie il sig. Luis, capofamiglia, e lo si evince dalla coloratissima borsa di stoffa con pon-pon colorati che solo loro possono portare. Dopo una dimostrazione su come viene preparato il pranzo, dove sotto una pila di pietre arroventate vengono cotti pesci, patate e verdure, ci mettiamo a tavola all’aperto con i nostri padroni di casa. La camera è molto carina, con coperte colorate ed una splendida vista sul lago. Nel pomeriggio avremmo dovuto partecipare al recupero del bestiame e alla raccolta delle fave, ma un temporale passeggero ce lo impedisce. Possiamo però. al primo imbrunire, indossare gli abiti tradizionali dell’isola che ci forniscono per unirci alle danze con gli altri ospiti della penisola nella locale scuola, mentre un gruppo musicale del posto fa musica dal vivo. Per la cena veniamo invitati alla tavola dei padroni di casa in cucina, ambiente sicuramente più caldo perché fuori fa freddo, e oltre agli ottimi piatti godiamo di una piacevole conversazione con loro, aiutati anche dalla nostra guida, che ci consente di capire il loro stile di vita e le tradizioni. Prima di andare a letto, ci viene fornita una bottiglia contenente qualcosa di caldo, da tenere tra i piedi a letto, che ha mantenuto il calore fino al mattino seguente.

Domenica 21 Luglio: colazione in famiglia, salutiamo i locali che ci ha ospitato e navighiamo verso il centro del gigantesco lago, destinazione l’isola di Taquile. Saliamo sul sentiero che conduce alla piazza del villaggio, nel punto più alto dell’isola a 3900 metri di altezza. E’ domenica, e a mezzogiorno si celebra la messa nella chiesetta in piazza, e l’attrazione consiste nella sfilata che il sindaco ed altri personaggi fanno dal municipio alla chiesa, vestiti con i loro abiti tradizionali. Pranzo all’aperto sull’isola, con vista sui ghiacciai boliviani sulla sponda opposta, per poi rientrare a Puno con la nostra barca. Ci facciamo portare nel centro della cittadina, in una via pedonale, centro dello shopping locale, per poi rientrare in hotel.

 

Lunedì 22 Luglio: trasferimento in minivan verso l’aeroporto di Juliaca, dove abbiamo il volo per Lima. Il taxi ci conduce al solito hotel Ibis Larco Miraflores, passeggiata sul bellissimo “Malecon”, il lungomare sovrastato dalla scarpata cittadina, e cena a base di pesce all’eccellente Barra Maretazo con fritto misto e ceviche, vino peruviano e, ovviamente, Pisco Sour per concludere in bellezza.

 

Martedì 23 Luglio: Trasferimento all’aeroporto di Lima, volo Latam per Rio de Janeiro, arrivo in perfetto orario. Taxi per l’hotel Grand Mercure Copacabana, cena al 12° piano a fianco della piscina, con vista sull’infinita spiaggia di Copacabana, non male.

 

Mercoledì 24 Luglio: concordiamo con un autista davanti all’hotel un buon prezzo per farci portare all’ingresso del Corcovado, il monte sovrastato dall’icona di Rio de Janeiro, il Cristo Redentore. Siamo tra i primi visitatori della mattina, e non dobbiamo fare fila per prendere i minibus che ci porteranno proprio sotto la gigantesca statua; la vista a 360° sulla “Citade maravigliosa” è spettacolare. Considerata una delle “Nuove 7 meraviglie”, pensiamo non tanto per la statua in se, quanto per tutto il contesto intorno; la città giace tra enormi panettoni ricoperti di vegetazione, il mare su 3 lati; insomma, uno splendore. Rientriamo in hotel, attraversiamo la strada e siamo in spiaggia a Copacabana, che naturalmente percorriamo tutta a piedi da una estremità all’altra. Per cena abbiamo prenotato presso la “Casa da Fejioada”, per assaggiare un piatto nazionale brasiliano; base di riso, sul quale si mettono ovviamente fagioli neri, farina di tapioca, ciccioli secchi, cavolo cotto, fette di arancio e tutte le parti del maiale. Successo strepitoso, non è rimasto nulla.

 

Giovedì 25 Luglio: con il solito autista, abbiamo concordato un buon prezzo per fare una visita dei principali luoghi da non perdere a Rio. Partiamo con il Pão de Açúcar, noto almeno quanto il Cristo Redentore; saliamo con la teleferica, e la vista dalla cima è spettacolare. Siamo i primi visitatori del mattino, non c’è quasi nessuno, possiamo mettere a dura prova le macchine fotografiche. Seconda tappa la coloratissima scalinata Selaròn, realizzata dallo scultore cileno dal quale ha preso il nome; l’artista ha collocato 2000 piastrelle provenienti da 60 paesi diversi, ed è molto fotogenica. Visitiamo poi la vicina Cattedrale, strana e certamente avveniristica, il Sambodromo, dove sfilano le scuole di samba in occasione del carnevale, e lo stadio Mario Filho, da tutti conosciuto come il Maracanà. Rientriamo in hotel, costume da bagno e raggiungiamo a piedi in 10 minuti la spiaggia di Ipanema, nota quanto Copacabana, ed altrettanto bella. Per la cena facciamo una forzatura; di solito ci piace provare sempre posti nuovi, ma un piatto di pesce indicato nel menù, oltre alla simpatia del gestore che ci ha coccolato la sera precedente, ci ha portato a tornare alla Casa da Fajioada, ed è un secondo successo.

 

Venerdì 26 Luglio: i locali ci hanno detto che la spiaggia più bella di Rio è a Barro de Tijuca, a circa 18 km dal nostro hotel; verissimo, raggiunta in taxi, decidiamo di dedicare l’ultima giornata piena a questa enorme spiaggia, in un quartiere residenziale, quindi con frequentatori locali di livello. Tra passeggiate e bagni, la giornata passa tranquilla, ammirando le evoluzioni dei surfisti e dei velocissimi Kite-surfer. Rientriamo per la cena, manca ancora uno dei piatti nazionali, la Picanha; andiamo al Portodascarnes, su suggerimento di locali, ed è un trionfo; carne squisita, accompagnata da patate, polenta, e salse varie. Al termine, ci viene servita la miglior Caipirinha bevuta qui, da noi simpaticamente ribattezzata “tachipirina”. Ah, la Caipirinha è ovunque; in tutte le spiagge, già dalle 9 del mattino passano ragazzi con vassoi pieni di questo drink, in tutte le sue varianti, con passion fruit, mango, ecc.

 

Sabato 27 Luglio: in serata abbiamo il volo di rientro, ma l’hotel ci lascia stare tutto il giorno in spiaggia a Copacabana con gli ombrelloni ed i lettini dell’hotel; nel tardo pomeriggio, ci danno addirittura asciugamani puliti per fare una doccia nella Spa. Prendiamo il taxi per l’aeroporto, volo Rio-Londra con British Airways in perfetto orario.

Domenica 28 Luglio: arrivo a Londra, cambio aereo e arrivo a Bologna nel pomeriggio, come programmato.